La Pinna nobilis si sta estinguendo: Regione Sardegna stanzia 200 mila euro

La regione Sardegna darà il proprio contributo per tentare di arginare l’imminente estinzione della “nacchera di mare”, decimata dall’epidemia di un parassita mai osservato prima.

Commissionati una serie di interventi a difesa del più grande mollusco del Mediterraneo

L’assessore alla difesa dell’ambiente Donatella Spano lo aveva annunciato a Dicembre, la Regione Sardegna metterà in campo 200 mila Euro per finanziare un progetto che vedrà coinvolte le università dell’isola e tutte le Aree Marine Protette. Obiettivo è trovare il modo di contrastare l’imminente estinzione della Pinna nobilis, mollusco endemico del Mediterraneo, che sta scomparendo velocemente dalle acque del nostro bacino.

I finanziamenti saranno destinati alla realizzazione di uno studio teso a indagare nel dettaglio il fenomeno e i possibili rimedi da poter adottare per salvare il prezioso bivalve, una delle specie sottoposte a massimo regime di protezione e le cui popolazioni già erano in difficoltà a causa della rarefazione del loro habitat d’elezione, le praterie di Posidonia oceanica.

Parallelamente saranno rafforzati i monitoraggi già tutt’ora in atto e effettuate approfondite analisi molecolari, come conferma Maria Ledda, Direttrice del servizio di Recupero e Salvaguardia della Natura della Regione,  per cercare di individuare i meccanismi che hanno permesso ai pochi esemplari superstiti di resistere all’attacco del parassita.

Un killer sconosciuto

Mai, nella letteratura scientifica, si era osservato un fenomeno simile ai danni della preziosa nacchera di mare, un tempo tesoro inestimabile per molte comunità costiere che dal suo “bisso” ricavavano tessuti preziosi e ricercati. La causa di una simile devastazione sembra essere, come descritto in uno studio pubblicato in Spagna nel 2017, un protozoo mai osservato prima, a cui è stato dato il nome di Haplosporidium pinnae, che colpisce l’apparato digerente dei molluschi portandoli rapidamente alla morte. Le prime evidenze di ciò che stava accadendo sono state raccolte sempre in Spagna, in uno studio iniziato nel 2016, che ha evidenziato la rapida distruzione di intere comunità di nacchere. Ad oggi si stima che la mortalità nel paese iberico sia compresa tra il 90% e il 100%.

Il protozoo appartiene ad un genere, Haplosporidium, noto per annoverare altri parassiti estremamente efficaci nel causare morìe in altre specie di molluschi bivalvi, morìe dalle quali, fino ad oggi, Pinna nobilis era riuscita a salvarsi. Ora il destino è davvero nefasto e se non verranno presi in fretta dei provvedimnti efficaci potremmo davvero essere costretti a dare l’addio al bivalve simbolo del Mediterraneo.

La diffusione dell’epidemia

Dai primi rilevamenti in Spagna, segnalazioni di morìe si sono susseguite in tutto il bacino del Mediterraneo. Anche in Italia si è osservata la distruzione di intere popolazioni in tutto il Tirreno e nel Mar Ionio. I mari di Taranto, che ospitavano una comunità ricchissima di questi animali, hanno assistito alla loro distruzione pressocchè totale. Solo il Mar Adriatico pare ad oggi poco soggetto all’avanzare dell’epidemia, probabilmente per il regime di correnti che lo rende maggiormente isolato e protetto. Segnalazioni arrivano anche dalle acque della Francia, della Grecia e della Turchia.

Altri progetti di protezione e ricerca

L’intervento della Regione Sardegna, anche se molto consistente,  non è il primo sviluppato per tentare di contrastare il dilagare del fenomeno. Tra gli altri segnaliamo il lavoro che sta svolgendo il Cnr – Irsa di Taranto che sta facendo un grosso sforzo per infittire le maglie del monitoraggio ed estenderlo ad altre regioni italiane. Sempre lo stesso istituto ha inoltre annunciato di voler replicare il progetto messo in campo dai colleghi spagnoli, i quali hanno prelevato 200 esemplari sani dalle acque Catalane per avviare un progetto di allevamento in cattività, volto a conservare ex-situ una colonia di animali da utilizzare poi per fini di ripopolamento quando le condizioni lo permetteranno.

Fonti:

http://www.videolina.it/articolo/tg/2019/01/28/pinna_nobilis_rischio_di_estinzione_200mila_euro_per_salvarla-78-828146.html

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2018/12/10/nacchere-di-mare-a-rischio-estinzione-ricerca-su-moria_d5f94bf2-31f3-4554-abe9-666c9e639839.html

http://www.onb.it/2019/01/17/moria-delle-nacchere-di-mare-la-sardegna-finanzia-ricerca-per-evitare-lestinzione/

http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2018/11/20/news/il_mediterraneo_rischia_di_perdere_le_nacchere_di_mare-4195211/

foto:

Autore: Doruk Aigun – https://commons.wikimedia.org

Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode

2 pensieri su “La Pinna nobilis si sta estinguendo: Regione Sardegna stanzia 200 mila euro

  1. Bella iniziativa ma la storia insegna che i fondi così istituiti sono fini a se stessi,meglio contribuire a una delle decine di iniziative già in corso unendo le forze.

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  2. Ciao Emanuele, grazie per il contributo. Se conosci altre iniziative portate avanti per lo stesso scopo inserisci un link nei commenti, in effetti fare rete e’ sempre meglio che agire da soli soprattutto in questo campo

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