Squalo Bianco nel Mediterraneo: un futuro molto incerto

Lo Squalo Bianco nel Mar Mediterraneo è una presenza costante o gli avvistamenti sono solo frutto di casualità? Che probabilità ci sono di incontrare uno Squalo Bianco nuotando lungo le coste del nostro mare? Quale futuro attende lo squalo più conosciuto del mondo nei prossimi anni?

Lo squalo Bianco nel Mediterraneo: presenza fissa ma discreta

Iniziamo rispondendo immediatamente alla domanda principale: si! Lo squalo Bianco è un abitante stabile del Mar Mediterraneo, come lo è di tutti gli oceani del mondo che sono compresi tra la zona sub-polare e quella sub-tropicale. Non è quindi un abitante delle calde acque delle barriere coralline, ma ama le temperature più vivaci, tipiche delle medie latitudini. Ad ogni modo, il Mar Mediterraneo non rientra in nessuno dei tre grandi siti di aggregazione di questa specie, dove la densità di questi super-predatori è elevatissima: California, Sud Africa e la zona Sud del continente Australiano. Nel Mare Nostrum, come era noto il Mediterraneo al tempo dei Romani, la densità delle popolazioni è molto ridotta.
Non solo questo meraviglioso squalo risiede stabilmente nelle nostre acque, ma la sua popolazione è connotata da una differenza genetica marcata rispetto alle popolazioni dell’Atlantico occidentale e lo scambio di geni tra queste è molto ridotto. Ciò significa che la popolazione che vive nel Mediterraneo vive qui da moltissime generazioni e che l’ingresso di esemplari dall’Atlantico è raro, così come lo è la fuoriuscita di esemplari nostrani verso il grande Oceano.

Quali sono le prede principali dello Squalo Bianco nel Mediterraneo?

Le principali prede dello Squalo Bianco nei mari e negli oceani di tutto il mondo sono principalmente tre: pinnipedi (foche e leoni marini), piccole balene e tonni; in Mediterraneo la presenza di pinnipedi è estremamente scarsa: l’unica specie che vi risiede, la foca monaca del Mediterraneo, è purtroppo ridotta a pochissimi esemplari in popolazioni molto confinate. Anche la presenza delle piccole balene di cui lo Squalo Bianco è solito nutrirsi è molto scarsa, per cui la preda principale di questi animali in Mediterraneo è costituita da tonni. Preda principale ma non esclusiva. Gli Squali Bianchi hanno infatti una dieta assai varia che comprende molte specie di pesci e carcasse di animali terrestri. Nello stomaco di alcuni di questi animali sono stati infatti ritrovati resti di animali terrestri, compreso animali da compagnia e in alcuni casi resti di esseri umani. E’ probabile, tuttavia, che il pasto sia stato consumato a spese di corpi già privi di vita, piuttosto che frutto di una caccia vera e propria.

Quali sono le zone maggiormente frequentate dallo Squalo Bianco?

Lo squalo Bianco nel Mediterraneo si concentra soprattutto nella parte Occidentale e Centrale del bacino, dove la frequenza degli avvistamenti è maggiore. Nello specifico, la maggior frequenza di avvistamento è riportata per il Nord Adriatico, il Mari Ionio, Nord Tirreno e Mar Ligure, Sud della Sicilia e Isole Baleari. Le acque di questa parte del Mediterraneo, più fresche e produttive, sono quindi le aree di preferenza di questo straordinario predatore. Al contrario, le acque calde e poco produttive della parte orientale del Bacino sono poco attraenti e gli avvistamenti in queste zone sono assolutamente rare.

Squali Bianchi nel Mediterraneo: un futuro molto incerto

Il monitoraggio di una specie rara come lo è lo Squalo Bianco nel Mediterraneo, considerato anche il fatto che in questo bacino non vi sono zone di aggregazione permanente di questo pesce, è molto difficile. Per provare a ricostruirne l’andamento della popolazione un team di scienziati italiani in forza a diversi istituti italiani e statunitensi ha elaborato i dati provenienti dalle osservazioni casuali di questa specie riportate negli ultimi 150 anni, rapportandole all’aumento della popolazione umana nei vari distretti del bacino Mediterraneo. Il risultato di questo encomiabile lavoro sono tutt’altro che incoraggianti: dopo un picco di osservazioni riportato a cavallo del 1980, negli ultimi 30 anni si è assistito ad un declino molto rapido che ha coinvolto specialmente le aree più periferiche dell’areale distribuzione dello Squalo Bianco, che appare ormai confinata quasi esclusivamente nella parte centrale del Mediterraneo. Se il trend fosse confermato, una possibile previsione per i prossimi 30-40 anni sarebbe molto poco incoraggiante; non a caso la IUCN ha classificato lo Squalo Bianco nel Mediterraneo come specie “Critically Endagered”, ossia in estremo pericolo. I motivi del declino sono poco noti, ma le cause più probabili sono il sovrasfruttamento della risorsa e l’interazione con la sua preda principale, il tonno.

Squalo bianco e tonno: un destino comune

Curiosamente, l’analisi del trend di popolazione dello Squalo Bianco sembra ricalcare quello della sua preda principale, il tonno. Le possibili spiegazioni di questa somiglianza sono due: la scarsità di prede alternative rende la popolazione di Squali Bianchi assolutamente dipendente dalla popolazione dei tonni, al punto tale che un declino della seconda ha effetti diretti sulla prima; gli attrezzi da pesca utilizzati per la cattura del tonno finiscono con il catturare anche gli squali, cosicché di fatto lo stesso elemento che causa il declino di una specie è causa anche del declino dell’altra. Ad ogni modo è evidente che una relazione esiste e sarà compito dei ricercatori cercare di evidenziarne il motivo

Fonte:
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/faf.12432
https://www.iucnredlist.org/species/3855/16527829

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