Gasteropodi: evoluzione, caratteristiche, diversità

Quella dei gasteropodi (CUVIER 1797) è la classe più ampia e differenziata del ricco e variegato phylum dei molluschi, che conta oltre 3000 specie in grado di vivere in mare, nelle acque dolci e sulla terraferma. In questa classe vi sono organismi noti a tutti, come le lumache, le chiocciole e le littorine, ma anche organismi meno conosciuti e dalle sembianze quasi aliene. 

Molluschi Gasteropodi: Caratteristiche generali

I gasteropodi sono un gruppo di animali di grande successo, essendo riusciti a colonizzare quasi ogni ambiente del globo ed essendosi diversificati come quasi nessuna altra classe di viventi. Solo gli insetti, infatti, contano un numero di specie superiore a quello dei molluschi gasteropodi. 

Il loro nome deriva dalle parole greche “Gaster” (stomaco)+” Pous” (piede), anche se in realtà il piede, ossia la parte deputata alla locomozione, non è realmente in connessione con l’apparato digerente.

Nel corpo dei gasteropodi è possibile evidenziare alcune regioni specifiche: nella regione cefalica si trovano una o due paia di antenne, organi di senso retrattili molto raffinati che recano alla loro sommità gli occhi; il mantello; il piede muscoloso e la radula, cioè l’organo con il quale i gasteropodi raschiano il substrato staccando i pezzi del cibo di cui si nutrono. 

Il movimento nei molluschi gasteropodi è affidato ad un organo detto piede, che striscia sul substrato producendo piccole onde di contrazione che lo percorrono per tutta la propria lunghezza. Sul capo sono presenti uno o due paia di tentacoli, alla base dei quali sono collocati gli occhi, in genere poco sviluppati.

La conchiglia , sebbene non sia presente in tutte le specie, è emblematicamente quella componente del corpo dei gasteropodi che li identifica nell’immaginario generale. E’ costituita da tre differenti strati: uno strato esterno, detto periostraco, sottile e composto da materiale organico; uno strato intermedio di calcite o aragonite detto ostraco o strato prismatico, ed uno strato interno, a sua volta formato da uno o due foglietti madreperlacei, detto ipostraco.

Il piede e il capo possono essere retratti nella conchiglia grazie all’azione di un muscolo retrattore e il piede può portare un disco corneo detto opercolo

L’alimentazione dei molluschi gasteropodi è molto variegata e si possono descrivere specie erbivore, onnivore, carnivore, detritivore, planctivore e anche specie parassite. <

Distribuzione e habitat dei gasteropodi

ciprea delle gorgonie, gasteropode bentonico
Simnia spelta – ciprea delle gorgonie – Parent Géry, CC0, via Wikimedia Commons

Nel corso dell’evoluzione, le oltre 3000 specie di molluschi gasteropodi sono riuscite a occupare una grande varietà di nicchie ecologiche e affermarsi in ambienti molto diversi. La maggior parte delle specie è acquatica ed abita le acque salate di tutti i mari e gli oceani del mondo.

Un numero minore di specie si è adattato alle acque salmastre degli estuari e le acque dolci di fiumi e laghi, mentre un certo numero di specie ha evoluto una sacca polmonare ed ha conquistato la terra ferma, dove occupano ambienti umidi, boschivi, zone ricche di vegetazione ma anche aridi deserti.

Nelle profondità oceaniche, sono state ritrovate specie di molluschi che si sono adattate a vivere in uno degli ambienti più estremi del pianeta: le sorgenti idrotermali delle acque profonde. Questi ambienti inospitali si trovano a profondità elevatissime, nella più totale oscurità, e sono uno degli ecosistemi più incredibili del pianeta terra.

Le regioni polari sono di fatto gli unici habitat dove non sia possibile rinvenire alcuna specie di questi adattabili molluschi 

Riproduzione e sviluppo 

La maggior parte dei gasteropodi sono dioici, cioè a sessi separati, ma non mancano le specie ermafrodite,  asincrone proterandriche (gli individui sviluppano prima gli organi sessuali maschili  e poi, crescendo, invertono il sesso) o simultanee.

Nelle specie terrestri lo sviluppo è diretto e la schiusa delle uova porta alla nascita di piccole chioccioline già complete. Nelle specie acquatiche invece lo sviluppo è indiretto e si assiste, in genere, alo sviluppo di una fase larvale detta “veliger“. Solo negli archeogasteropodi la fase larvale è una trocofora.

Evoluzione della conchiglia e del corpo dei molluschi gasteropodi

I primi gasteropodi probabilmente avevano un’aspetto simile a quello dei moderni monoplacofori. I corpo e la conchiglia, nel corso di milioni di anni, si sono profondamente modificati fino ad assumere le forme che oggi conosciamo. La conchiglia degli antenati dei molluschi gasteropodi divenne progressivamente alta e conica, fornendo maggiore protezione all’animale che vi si poteva ritrarre per nascondersi. Tale conformazione però aveva lo svantaggio di essere ingombrante e rendere poco agevole tanto il movimento quanto l’accesso a anfratti e spaccature dove ricercare cibo o nascondigli.

L’evoluzione pertanto si diresse verso la modificazione ulteriore della conchiglia, che divenne dapprima plano-spiralata ed infine asimmetrica. Questo terzo tipo di configurazione rendeva più compatta la conchiglia rispetto alla forma piana, risultando per questo un grosso vantaggio.

Gasteropodi: Evoluzione della conchiglia

Nella conchiglia a spirale asimmetrica, ogni spira si avvolge attorno ad un asse, detto colummella, e si dispone sotto la precedente. A causa di una combinazione di fattori tra cui la distribuzione del peso e degli ingombri, la cavità palleale dei gasteropodi finì con l’aprirsi da un unico lato del corpo, perché l’altro, ossia la parte destra, divenne occupato dalla spira della massa viscerale.

Pertanto la branchia e il nefridio che erano collocate dal lato destro hanno finito con lo scomparire. Prima di arrivare alla scomparsa di queste strutture, però, l’evoluzione ha plasmato ancora diversamente il corpo dei molluschi gasteropodi, facendogli fare una torsione di 180°, che si registra durante lo sviluppo embrionale, in senso antiorario. Il risultato di questa torsione è che l’ano e il capo finiscono col trovarsi uno accanto all’altro nella porzione anteriore del corpo.

Nelle specie terrestri, la forma della conchiglia può dirci molto sulle caratteristiche ecologiche e le abitudini di vita dei gasteropodi. Una forma caratterizzata da spirali basse, ad esempio, è indice di abitudini arrampicatorie di specie che compiono ampi spostamenti verticali su rocce e tronchi d’albero; una spirale lunga, invece, è tipica dei marciatori, che invece macinano lunghi spostamenti sul piano orizzontale. Una conchiglia ricca di sporgenze, invece, potrebbe indicare abitudini fossorie

gasteropodi: schema torsione del corpo
Processo di torsione nel corpo dei molluschi gasteropodi

Diversità dei gasteropodi

La classe dei molluschi gasteropodi si suddivide in tre sottoclassi: Prosobranchi, Polmomonati e Opistobranchi

Prosobranchi

Tra i Prosobranchi è possibile riconoscere tre ordini: Archeogasteropodi, Mesogasteropodi e Neogasteropodi.

Gli Archeogasteropodi sono caratterizzati da branchie primitive, di aspetto bipettinato, e conchiglie dotate di fessura. A questo ordine appartengono le patelle e le orecchie di mare (Famiglie Patellidi e Aliotidi).

Mesogasteropodi e Neogasteropodi sono i gruppi più abbondanti tra i molluschi gasteropodi. Le branchie di queste specie sono monopettinate, poiché l’asse della branchia aderisce direttamente alla parete del mantello, e i filamenti del lato adeso sono scomparsi.

Il margine del mantello è spesso ripiegato a formare un sifone. Tutti i rappresentanti di questo gruppo hanno un solo paio di tentacoli sulla testa.

Opistobranchi

I tentacolli sul capo di questi molluschi gasteropodi sono due e la conchiglia è estremamente ridotta o in molti casi del tutto asssente. La torsione del corpo è svanita secondariamente, in tutto o in parte, pertanto visceri e branchie sono sul lato destro. Molti rappresentati di questo gruppo hanno perduto le branchie, sviluppando pseudobranchie laterali o perianali.

Una caratteristica di questi molluschi sono i cerata, speciali estroflessioni del corpo in cui questi animali accumulano le nematocisti degli cnidari di cui si nutrono riuscendo a non farle esplodere, in modo da conservare le tossine ed usarle a scopo difensivo.

La colorazione in questi animali è molto vistosa e appariscente, proprio per avvertire i predatori della loro potenziale tossicità.

Mollusco Gasteropode Nudibranco
Chromodoris, mollusco gasteropode della sottoclasse Opistobranchi

Polmonati

Il gruppo dei polmonati comprende solo specie terrestri, in cui all’interno della cavità del mantello si è sviluppato un polmone detto sacca polmonare.  

I Gasteropodi e l’uomo

Il rapporto dell’uomo con i molluschi gasteropodi è antico e profondo. La porpora, preziosa tinta simbolo della ricchezza e dell’opulenza nelle civiltà antiche, si ricavava dalla lavorazione di una particolare specie dei gasteropode marino, il murice. Diverse specie di gasteropodi, sia marini che terrestri, sono note da sempre per le loro qualità organolettiche e arricchiscono le tavole dei ristoranti di tutto il mondo. 

Le proprietà benefiche della bava di lumaca sono molteplici ed oggi questa è utilizzata nella cosmesi, per creare prodotti idratanti, antirughe e anti-acne, ma anche in medicina per le proprietà antiinfiammatorie, antiemorragiche, antidolorifiche e decongestionanti per le vie respiratorie. 

Per tutte queste ragioni, esiste un mercato fiorente, anche se di nicchia, legato all‘elicicoltura, ossia l’allevamento di lumache della specie per scopi alimentari e medicali.

Esempi di Gasteropodi (noti e meno noti)

gasteropode: murice spinoso
Murice spinoso: Bolinus brandaris -H. Krisp, CC BY 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by/3.0, via Wikimedia Commons
Patella, mollusco gasteropode marino
Patella -André-Philippe D. Picard, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons
melibe viridis, gasteropode alieno
Melibe fimbriata Christian Gloor from Wakatobi Dive Resort, Indonesia, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons

Fonti:

http://www.gastropods.com/

http://shells.tricity.wsu.edu/ArcherdShellCollection/Gastropods.html

http://www.bgs.ac.uk/discoveringGeology/time/Fossilfocus/gastropod.html

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