Asma e immersione subacquea: un algoritmo per valutare l’idoneità dei sub

asma

In uno studio pilota, un team di ricercatori inglesi ha messo a punto un protocollo diagnostico che potrebbe consentire a molti appassionati di intraprendere o riprendere la pratica degli sport subacquei in sicurezza, anche in presenza di diagnosi di asma bronchiale. L’algoritmo, in attesa di essere validato attraverso studi mirati, rappresenta un utile riferimento per il progresso in un settore delicato come la sicurezza durante l’immersione.

Asma bronchiale e attività subacquea: finalmente uno spiraglio

L’asma bronchiale, si sa, è una delle condizioni considerate generalmente avverse alla pratica subacquea. Sebbene i medici tendano ad escludere a priori la possibilità di effettuare immersioni per i pazienti che manifestano i sintomi clinici dell’asma, in realtà per molti di essi sarebbe possibile praticare questo meraviglioso sport senza problemi, quando il disturbo sia di natura lieve. Il problema principale deriva dalla capacità di valutare correttamente la gravità del problema da parte del personale medico. Da qui la necessità di sviluppare percorsi diagnostici efficaci e sicuri.

Il test del mannitolo per valutare la severità dei disturbi

Gli scienziati, in uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista BMJ Open Sport and Exercise Medicine, collegata al British Medicine Journal, propongono di utilizzare un approccio innovativo per testare l’efficienza reale del sistema respiratorio dei candidati, sottoponendoli ad un test del mannitolo. L’inalazione del farmaco induce l’ostruzione dei bronchi, la cui severità è valutata grazie ad un esame spirometrico eseguito prima e dopo la somministrazione del farmaco. Il grado di ostruzione viene determinato dal confronto tra l’indice FEV1 , che definisce il volume di aria espirata nel primo secondo di espirazione forzata, registrato prima e dopo l’induzione della risposta asmatica.

Più bolle per tutti!!

Dall’incrocio tra i risultati ottenuti dai test con le storie cliniche personali dei pazienti è stato approntato l’algoritmo, che andrà sottoposto a ulteriori verifiche sperimentali. Se i risultati saranno positivi, è possibile stimare che un 30% della popolazione ad oggi esclusa dalla pratica subacquea perché affetta d’asma bronchiale potrebbe essere considerata idonea.

Fonti:

https://bmjopensem.bmj.com

DAN EuropeDAN Europe

Licenza immagini:CC

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