Pesca con la lontra: il declino di un prezioso mestiere (VIDEO)

Nelle acque paludose del Bangladesh la lontra contribuisce da secoli al sostentamento delle famiglie dei pescatori. Una risorsa preziosa, che sta scomparendo a causa dell’inquinamento

Nel controverso rapporto tra l’uomo e la natura esistono ancora popoli che legano le proprie sorti a quelle di altre specie, in una connessione che rende ciascuna indispensabile per l’altra.

Al pari dei pescatori Ukai che mantengono viva l’arte della pesca col cormorano o degli eleganti falconieri Mongoli, nelle paludi di mangrovie del Bangladesh poche famiglie portano ancora avanti l’antica tradizione della pesca con le lontre.

I meravigliosi mustelidi vengono allevati da generazioni ed utilizzati nella pratica di una pesca povera, di sussistenza, e per questo in perfetta armonia con la natura. Le lontre sono addomesticate fin da piccole e l’addestramento si svolge principalmente per imitazione. Durante le battute di pesca, i giovani esemplari sono lasciati liberi di nuotare senza scopo nel fiume, mentre gli adulti si prodigano nella caccia. Così facendo, i giovani osservano ed imparano la tecnica che sarà poi propria una volta divenuti adulti.

Le lontre non hanno il compito di afferrare il pesce, ma solo di radunarlo e spingerlo nelle reti, che saranno issate dai pescatori in una collaborazione unica tra uomo e animale. I quantitativi di pescato sono minimi, una barca con tre pescatori porta a casa una decina di chili di pesce, di cui la metà servirà per sfamare le preziose lontre.

La pesca con la lontra, singolarmente, rappresenta una risorsa preziosa per questa delicata specie. Lutrogale perspicillata (o lontra liscia), quella allevata da questi pescatori, è infatti una specie a rischio, inserita nella lista rossa IUCN e classificata come Vulnerabile. L’allevamento praticato da queste famiglie rappresenta una speranza di sopravvivenza, in un contesto di rarefazione della specie a causa delle elevate pressioni di origine antropica.

Purtroppo, il disastro ecologico che sta conducendo alla scomparsa delle lontre da questi territori, sembra stia decimando anche le famiglie dedite alla pesca tradizionale. Secondo quanto riportato dal Word Fish Bangladesh l’attività delle concerie, molto diffuse nel paese per soddifsare la richiesta di prodotti proveniente dai mercati occidentali, starebbe inondando i fiumi di sostanze tossiche, devastando la fauna ittica che vi dimora. In 50 anni, il 90% delle piccole attività di pesca è andata perduta e le barche che ancora attraversano i fiumi del Bangladesh portano con sé, probabilmente, l’ultima generazioni di pescatori con le lontre del pianeta. Il futuro della lontra liscia è appeso ad un filo, che appare ogni giorno più fine.

PER APPROFONDIRE

La lontra: conosciamola meglio

Lontra con cucciolo
Una lontra nuota stringendo a sé il proprio cucciolo
“Mike” Michael L. Baird, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0&gt;, via Wikimedia Commons

Con il termine generico “lontra” si identificano 6 generi di mammiferi appartenenti alla sottofamiglia dei Lutrini, un gruppo di Mustelidi dalle straordinarie doti acquatiche.

Dotate di un corpo snello e artigli affilati, questi animali si sono diversificati in 13 specie distribuite praticamente in tutto il globo. La maggior parte delle lontre vive in habitat fluviali o lacustri e si ciba di pesci, crostacei e piccoli mammiferi, ma esiste anche una specie, Enhydra lutris, che si è adattata alla vita in mare aperto, dove sopravvive cacciando principalmente molluschi ed echinodermi.

Adattamenti della lontra all’ambiente acquatico

Il corpo della lontra è snello ma robusto, dotato di una pelliccia estremamente folta. La densità dei peli sul corpo di questi mustelidi rende il vello delle lontre impermeabile all’acqua e in grado di trattenere al suo interno un cuscinetto di aria che contribuisce all’isolamento termico. Al contrario di pinnipedi e cetacei, quindi, non possiede uno spesso strato di grasso sottocutaneo e mantiene la temperatura corporea anche grazie ad un metabolismo particolarmente accelerato.

Le zampe delle lontre sono palmate, per agevolarle nel nuoto, e quelle anteriori sono prensili, cosicché è possibile osservare questi animali distesi sul pelo dell’acqua, con il ventre rivolto verso l’alto, intenti ad aprire i gusci dei molluschi utilizzando delle pietre come attrezzi da lavoro.

Lontra mentre mangia
Lontra di fiume

Le vibrisse, come accade nei pinnipedi, svolgono una funzione importantissima nella caccia in acque torbide: sono infatti così sensibili da permettergli di percepire la turbolenza causata dal nuoto dei pesci, potendoli così ricercare e catturare anche senza l’ausilio della vista. Le orecchie hanno sviluppato una sorta di valvola, in grado di chiudere l’accesso all’acqua durante le immersioni prolungate

Ruolo ecologico della lontra

Le lontre rivestono un ruolo molto importante nel funzionamento degli ecosistemi fluviali. In questi ambienti, infatti, ricoprono il ruolo di predatori di vertice, mantenendo in equilibrio le popolazioni delle loro prede. Considerando l’intero habitat in cui si muovono, costituito anche dai territori asciutti che lambiscono i fiumi dove le lontre cacciano, esse si inseriscono nel panorama dei mesopredatori, cioè predatori dalla taglia intermedia, più piccola rispetto ai cosiddetti “grandi predatori”, che rivestono un ruolo chiave nell’ecosistema, come parte integrante della rete trofica.

Inoltre le abitudini semi-acquatiche di questi animali contribuiscono al trasferimento di nutrienti dall’ambiente acquatico, dove cacciano, a quello terrestre, dove depositano spesso i propri escrementi.

La lontra in Italia

Due Lontre
Lontre

La penisola italiana ospita una popolazione di lontre della specie Lutra Lutra piccola e frammentata. Sebbene a livello globale questa specie sia considerata dalla IUCN “Near Treatened” (quasi minacciata), a livello locale è classificata come “Endagered” (in pericolo), per la frammentazione e le ridotte dimensioni della popolazione.

Il declino della lontra in Italia è iniziato negli anni ’70, per raggiungere il picco negli anni ’90. Fino al 1976 Lutra lutra era considerata ufficialmente una specie nociva ed oggetto di caccia specifica per la sua pelliccia e solo nel 1992 è stata riconosciuta come specie in pericolo e fatta oggetto di specifiche azioni di salvaguardia. Nelle regioni del Sud Italia è oggi una specie in espansione, che sta lentamente ripopolando i suoi antichi territori, mentre al Nord, soprattutto sulle Alpi, la ripresa appare meno evidente. Dal 2011 è attivo il Piano d’Azione Nazionale per la conservazione della lontra, con l’obiettivo di riportare la specie ala sua naturale presenza su tutto il territorio nazionale.

Fonti

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnana.2014.00121/full

https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rstb.2011.0155

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